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Poesia in prosa

Martina

Nel lusso, in luoghi da fiaba, dov'ero come decoro al desiderio d'esser serviti, c'era un tesoro di cui i miei occhi si accorsero, nel mezzo dei fasti gloriosi, ed era incantevole. I primi timidi sguardi fugaci a quella creatura, tra le fronde appuntite del suo amore, furono quelli che impressero nella memoria il suo aspetto, cosi fragile ed esile, ma sensuale e dolcissimo. E come tenui raggi di sole, che inondano le scure e rigogliose immensità sopite nell'ombra, quando la vidi libera da ogni restrizione, ciò che mi scosse dalla monotona orchestrale sinfonia, fu la passione nel guardare i suoi occhi, poichè mi persi nei suoi colori, come si perde lo sguardo tra gli alberi e la nebbia, e da quel bilico tra abbandono e follia, rapito da un uragano quando volteggiare leggeri nell'aria si adagiavano sciolti i suoi capelli, e intorno profumava scuro il suo odore. Ma la mia sposa da tempo appartiene ad altre terre, e per quanto incommensurabile sia la gioia della sola muta ammirazione, non v'è al mondo dolore peggiore di non poterla toccare, ma continuare a guardarla in luoghi da fiaba, nel lusso ove dimora, come un gioiello che brilla e illumina i miei sogni.