Sonetto
L'incontro
Vicina e distante la raggiante
fanciulla, ne sentivo dell'animo
il desio, rivolto a me miserrimo
viadante, stolto e lì sfuggente.
Vecchie pose d'idiozia pulsante
inscenava il pupazzo dell'intimo,
ch'è dei vispi occhi orco acerrimo,
patetico essere, sì commovente.
E lei l'ombroso sguardo non volse,
nell'anonimo silenzio sicura
non rise delle gesta teatrali.
Di scherno reazione o non li colse?
Ferito da entrambe e stretto a paura
ammisi: sue smorfie eran fatali.