eos/chaos
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Poesia in prosa

Prigione

Orridi tenui lamenti dalle profondità del pensiero offuscati dalla tragica Bellezza della perdizione, in braccio alla noia, all'apatia e alla totale assenza Di una qualche luce cui indirizzare lo sguardo perso nella disperazione, crogiolarsi Nella convinzione dell'inutilità delle cose e continuare a desiderare L'annullamento della vita, risvegliarsi alcuni attimi per avere paura, e Ricrollare nel vuoto della più buia insicurezza dell'esistenza, aggrapparsi Con le unghie alla sicurezza di una comprensione non condivisa e rimanere Ancorati alle lacrime e la paranoia di una vita trascorsa nell'ombra. Quei lamenti, solo tenui orridi lamenti, aspetto da anni che diventino grida, di liberazione, di libertà da una prigione già violata in cui rifugiarsi ancora è troppo importante, indispensabile, sognare, sognare ancora.