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Poesia in prosa

Nei sogni

Strani spasmi nei sogni, quando dormi e non puoi vedere quanto la realtà, il mondo Che ti circonda, sia cosi assurdo, quasi un incubo evaso dai pensieri di un folle, ti Svegliano e ti trascinano verso la luce cupa di quei posti che cerchi, ti sforzi di ignorare, immaginando soli e luce che danno vita a paesaggi incantati, piccoli ritratti di fantasia che ti incatenano ad un'apatia pulsante che sorge ogni volta che ti rendi conto di dover combattere contro il tempo, contro le ore che con un gesto insano e malvagio, costringono i tuoi pensieri a coinvolgersi in una vita appesa alla realtà che non ti appartiene, mentre i tuoi occhi cercano invano quella luce che colora la passione dei rumori familiari dei tuoi sogni. Lo stesso tempo che costringe nei sensi di colpa e nella noia, senza sapere che l'unica cosa che vuoi è sognare, continuare a farlo per sempre, perché è l'unico modo per non essere infelici. L'orrore del dolore e gli interrogativi della morte cominciano a perdere peso dinanzi alla bellezza della libertà, al cospetto della cessazione di ogni respiro. Ogni volta, ogni solitario, magico istante che non c'è nell'ombra Della passiva solitudine della simpatia, regala all'insano interlocutore momenti Di frigido interesse e sospesa gioia, fittizia nelle fattezze della bellezza, costituita attorno all'ideale che solo muove il mondo e che per quanto desiderabile e naturale sia il più futile degli annoveramenti della reale beltà del frutto più dolce, ciò che di là usano per scegliere, che dicono sia cosa pura, che tanto è offuscata.